Il dolore che non avverte più
Chi convive con una neuropatia, in particolare quella legata al diabete, può perdere con il tempo un campanello d'allarme prezioso: il dolore. Una scarpa che sfrega, un sassolino finito sotto il tallone, una vescica appena nata possono non farsi sentire affatto e restare lì per giorni.

Da qui l'espressione «piede diabetico» e l'insistenza sulla prevenzione. Di rado il guaio parte da qualcosa di clamoroso; più spesso nasce da una lesione minuscola che nessuno ha notato. L'occhio deve fare il lavoro che il piede non fa più: guardare i piedi ogni giorno costa pochissimo e vale molto.
Il disegno che apre questa pagina
Il disegno in seppia in alto mostra due piedi poggiati su un letto e un taglio sulla pianta. Non vuole impressionare nessuno: ci ricorda che una ferita può esserci anche senza dare il minimo segnale. Quando la sensibilità è attenuata, ci si accorge solo osservando.

La ronda serale: due minuti, sempre alla stessa ora
Scegli un momento che si ripeta ogni giorno, magari prima di andare a letto, e passa in rassegna entrambi i piedi:

- Pianta e tallone: zone arrossate, duroni, pelle che si spacca, vesciche, punti umidi;
- Spazi tra le dita: pelle chiara e macerata, taglietti, tracce di funghi;
- Unghie: bordi che si infilano nella carne, colori o forme insolite;
- Colore e calore: aree più calde o più fredde del resto, pallide o bluastre;
- Gonfiore: un piede visibilmente più gonfio dell'altro.
Se la pianta non si vede bene, appoggia uno specchio sul pavimento o chiedi una mano a qualcuno di fiducia. Guarda anche cosa calzi: calze senza cuciture grosse e senza elastici che stringono, scarpe comode con posto per le dita, e niente piedi scalzi, neppure tra le mura di casa.
Gesti di ogni giorno che fanno la differenza
Lavali con acqua tiepida e un detergente delicato, asciugali bene, anche tra le dita, poi stendi una crema idratante lasciando stare gli spazi interdigitali. Niente borse dell'acqua calda, coperte elettriche o stufe puntate sui piedi: con poca sensibilità ci si scotta senza accorgersene. Calli e duroni non si tolgono con la lametta; se ne occupa un professionista, per esempio il podologo.

Tenere la glicemia nei valori concordati con il medico fa parte dello stesso impegno verso i piedi.
Perché conviene giocare d'anticipo
Molti problemi ai piedi crescono piano e, con una routine costante e visite periodiche, spesso si possono prevenire. Medico o podologo sanno dirti ogni quanto far controllare i piedi e che tipo di scarpe fa al caso tuo.

Se non vivi da solo, coinvolgi chi hai accanto: due occhi in più aiutano, soprattutto per pianta e tallone. E se una sera salti la ronda, nessun dramma: ricominciare l'indomani conta più della perfezione.
Quando rivolgersi al medico
Non aspettare che la cosa «si sistemi da sé» e non improvvisare rimedi in casa prima di una visita. Contatta il medico, o vai al pronto soccorso se il quadro è serio, quando vedi:
- una ferita, un'ulcera o una vescica che non si chiude o scende in profondità;
- un rossore che si allarga, gonfiore, calore forte o secrezioni purulente;
- cattivo odore che arriva da una lesione;
- pelle o dita che diventano scure o nerastre;
- febbre o senso di malessere insieme a una lesione al piede;
- dolore improvviso e forte, oppure perdita repentina di forza o di sensibilità.
Cinque minuti di quiete a fine giornata
Finita la ronda, ci si può regalare un momento di tregua. C'è chi, con il via libera del medico, sceglie il massaggiatore Beurer FM 42 come piccola pausa di relax. Se i piedi sono a rischio, la pelle è fragile o la sensibilità ridotta, il parere medico viene prima di tutto: è una coccola serale, non una terapia, e non va usato su ferite o pelle irritata.