Perché se ne parla tanto
Basta cercare online qualcosa sul benessere dei nervi e prima o poi spunta lei: la radice viola scuro che macchia il tagliere e le dita. C'è chi ne va matto e chi la evita da sempre, ma in molti si chiedono se possa dare una mano a chi convive con la neuropatia. La risposta onesta è che le voci viaggiano più in fretta delle prove.

I fatti solidi sono pochi, però bastano per ragionare. Parliamo di un ortaggio leggero, fatto soprattutto di acqua e fibre, che porta con sé nitrati naturali, folati (la vitamina B9 così come la troviamo negli alimenti), potassio e pigmenti vegetali. Una buona compagna di menù, senza dubbio. Una cura, no.
Che cosa contiene e che cosa non si può concludere
Dei nitrati degli ortaggi si discute parecchio in campo nutrizionale, mentre i folati contribuiscono al normale rinnovo delle cellule. Dettagli curiosi, ma da lì ad affermare che «con la barbabietola i nervi si riparano» il salto è enorme, e nessuno ha il diritto di farlo al posto tuo.

Conta di più il quadro d'insieme: tante verdure, di colori diversi, nell'arco della settimana. La barbabietola è una tessera del mosaico, non il mosaico intero.
Prima di riempire il carrello: cosa tenere d'occhio
Per quanto sia un cibo semplice, qualche cautela ha senso:
- Un colore che spaventa. Dopo un piatto abbondante urine e feci possono tingersi di rosso o rosato. Di norma è innocuo, ma se ti preoccupa o il fenomeno persiste, parlane con il medico.
- Ossalati. Se in passato hai avuto calcoli renali di ossalato, chiedi prima se e quanto puoi mangiarne.
- Glicemia. Da cotta contiene zuccheri naturali: con il diabete fatti spiegare porzioni e abbinamenti adatti a te.
- Prodotti confezionati. Succhi e preparati pronti possono nascondere zuccheri aggiunti o molto sale, quindi leggi sempre l'etichetta.
In cucina, senza complicarsi la vita
Va bene sia cotta, lessata o al forno, sia cruda e grattugiata. Tre spunti facili facili:
- nel forno, chiusa nella stagnola, con un giro d'olio e un rametto di timo o rosmarino;
- a cubetti, con arancia, finocchio e qualche gheriglio di noce;
- ridotta in vellutata insieme a patate e porro, da gustare tiepida.
Nessuno di questi piatti agisce sulla neuropatia. In compenso ti porta a mangiare più verdura e con gusto, che è già un bel traguardo.


Meglio la costanza delle cure miracolose
Ogni tanto circolano «cure» a base di succo di barbabietola da bere per settimane. Meglio lasciarle perdere: puntare tutto su un solo alimento raramente fa bene e può creare guai a chi deve badare a zuccheri, sodio od ossalati. Funziona di più la costanza: verdure variate, pasti regolari e uno sguardo attento ai piedi ogni giorno.
Se ti va di provarla, inseriscila con calma tra le tue abitudini, osserva come stai e non pretendere effetti speciali.
Quando è il momento di sentire il medico
Una verdura non prende il posto di una visita. Prenota un controllo se noti:
- formicolio, bruciore o torpore ai piedi che non se ne vanno;
- una sensibilità attutita, come se camminassi su uno strato di ovatta;
- dolori notturni che ti tolgono il sonno;
- tagli, vesciche o pelle screpolata sui piedi che faticano a guarire;
- domande su alimentazione e diabete, calcoli o farmaci: prima si chiede, poi si cambia menù.
Chiudere la giornata con calma
Finita la cena, regalati una pausa: gambe sollevate, una tisana tiepida, luce soffusa. Qualcuno aggiunge il massaggiatore Beurer FM 42 come piccolo gesto di coccola serale. È un momento di relax e nient'altro, non un rimedio: se hai una sensibilità alterata, problemi di circolazione o la pelle delicata sui piedi, senti prima il medico.